Presentazione storica di LOIANO desunta dall’opera storica del S. Calindri.
Riporto fedelmente il testo del 1782 con le forme grammaticali di quel tempo, ove la lettera “s” attuale veniva scritta con la lettera “f”, questo per aiutare il lettore nella corretta forma di lettura.
Auspicando che sia ben accetta l’intenzione, auguro buona lettura al visitatore.

La presente scheda è presente da tempo nel sito della Abbazia di Barbarolo, nel settore “Chiese Congredate” Vedi sito e pagina relativa

LOJANO (a):
Per la eftenfione del Cafamentivo di quefto Luogo, per effervi due Conventi uno di Minori Offerfanti, e l’altro di Monache Terzieria di claufure,, la ftazione di pofta, molte botteghe, ed un palazzetto dove fu trafportato lo fcorfo Secolo la refidenza del Capitano della Montagna, che prima era a Roncaftaldo, chiamerem Terra quefto Comune, abbenchè non fia popolato più che da 464 Anime divife in 82 famiglie, ed abbia, fuori dal fuo abitato la Chiefa parrocchiale dedicata a S.Margarita, fpettando la collazione di effa immediatamente alla Menfa.

L’Abbadia di Barbarolo e le parrocchie di Gragnàno, di Scanèllo, di Bibolano, e di Roncaftaldo confinano la parrocchiale giurifdizione di Lojàno.

Sono gl’ Oratori a quefta Parrocchia foggetti il Santo Nome di Maria dentro la Terra, e di giurifdizione dell’Eccelfo Senato; S.Francefco di Valle ficura; S.Bartolomeo di Vezzàno, che fù anticamente parrocchia come raccogliefi dal Nonantolano Elenco del 1366, dal quale fi sà, che la Parrocchiale di Lojàno era in que’ tempi S. Sinefio, e la prefente era chiamata S. Margarita della Fabbraria, ed era altrsì Parrocchia, indizio manifefto che la popolazione di quefta Terra e fuo territorio era maggiore della prefente: erano tutte le fuddette Parrocchie foggette alla Congregazione di Barbarolo come lo è ora la fola rimafta, la quale non fembra romoffa dal fuo fito antico, e probabilmente avrà fin d’allora avuto il Fonte Battefimale.

Oltre a fuddetti Oratori è da vederfi la bella e bene ornata Chiefa de’ Padri Minori Offervanti anneffa a un vafto e comodo Convento, (128) ed unita ad una maeftofa fagreftia che termina con il fabricato di quefta Terra dalla parte fua eftrema verfo Firenze.

Sono ivi offervabili più di ogn’altra cofa una ftatua di Maria SS.ma del rinomato Angelo Piò, il quadro, del Santo titolare S.Giacomo del Carracci, nella Sagreftia un quadro della Sagra Famiglia del Gandolfi, e può ancora vederfi la Libreria fufficiente pel Luogo e per la famiglia di circa 14 Religiofi che abitano in quefto Convento, che ha ferfito e ferve per alloggio non meno de’ Religiofi paffeggieri dello fteffo ordine, che di Perfonaggi illustri, Cardinali, Principi.

Evvi altresì il Convento delle Monache Terziarie di claufura con pulita Chiefa dedicata a S. Antonio da Padova anneffa ad un non piccolo Covento abitato da molte efemplari Religiofe, ed il quale trovafi quafi nel principiare della Terra andando da Bologna alla fteffa. (vedi nota 129).

L’aria vi è come nel generale della Montagna, buona,; e non molto diftante dal monte dove era la Ròcca antica di quefto già forte caftello, dopra del quale ora è una Croce di legno, ftaturifce alle fue falde un’acqua Ocracea (ferrugiofa).

Pochiffima Uva, molta Frutta, moltiffima Ghianda, pochiffima legna da fuoco, molte Caftagne, mediocre quantità di Seta, pochiffima Canape, molte terre a fodo, molto Fieno, pochiffimo Carbone, cinque mifure per ogni femente del Grano, e tre di Marzatelli è tutto quello, che coftituifce la fertilità di quefto territorio in gran parte efposto a gagliardi venti.

Tre Fabbri, un Falegname, due Calzolari, un Muratore, un Gargiolaro (lavoranti della Canapa),tre Sarti, una Bottega da Caffè, un Forno pubblico, alcune Botteghe da Merciàri, una Barberia, un Beccajo e Lardaròlo, o Pizzicagnolo, vari che ingegnanfi in fare Cappelli di paglia, una Tintorìa, un Chirurgo, tre Oftarie d’alloggio, la Pofta, ed un Ofpedale da alloggiare i Pellegrini fono i luoghi che danno da vivere con le Arti, e con un pio lafcito a molti individui.

Il terreno ne’ fuoi profondi hà qualche ftrato di Creta, nel rimanente è arenofo legato da glutine cretofo, e foftenuto da ftrati di Tufo color giallo e caffè in groffe maffe difpofti, e tagliati da banchi di ghiaia fluviale e faffi, i quali, follevanfi dal baffo alle più alte cime del monte, fu la di cui crefta è fituata la fin ora defcritta terra, la quale ha altrefì nel fuo diftretto un Borgo, coficchè fono.
Lojano Terra, con Chiefe e Conventi di Fam.54.
Vezzano detto già Verzano con Oratorio di Fam.6

Forte fù la Rocca e Caftello di Lojano con le fue mura, allorchè era dominato da fuoi particolari Conti, e per qualche tempo che reftò nelle mani e fotto l’immediata giurifdizione della Città di Bologna.

Sarebbe da ricercarfi, da chi voleffe minutamente fapere la orgine primiera di quefta Terra, fe aveffe ne’ più antichi Secoli altro nome dal prefente diverfo; giacchè, con quello di Lojano non l’abbiam trovata più antica del 1180 circa, in cui viveva Guidoclerio, detto ancora Ottoelerio, e Dioteclerio (vedi nota 130) uno de’ famofi antenati della celebre famiglia Lojani, la quale però avendo defunto dalla fteffa Terra il cognome, moftra, che di effa il Luogo è più antico, ma di quanto tempo, noi non fappiam dire, mancandoci documenti per dimoftrarlo.

Fù la detta Famiglia padrona non folo a Lojano, ma dì Pietramala, del Caprèno ora Tofcana, di Fraffineda di Campeggio, di Monghidòore, di Valgattàara, di Zaccanefca, di Fradufto, di Lognola, di Roncaftaldo, di Vergiàno, di Stiòlo, di Trafaffo, di Bibolàno, dell’Anconèlla, di Saffifcafcoli, di Livergnàno,di Badalo, di Vizzano, di S.Alberto, di Monte longo, di Guzzàno, S. Lorenzo, di Pianòro, di Barbaròlo, di Caffadro, di Bisàno, di Scanello, di Fagnanèllo, di Tè, di S.Giorgio, e nel 1304 ebbe in feudo da papa BENEDETTO XI, tutto il Contado di Medicina.

In alcuni dei fuddetti Luoghi fe non eraaffolutamente padrona, efigeva certamente tributi: facile è il dedurre da ciò, che era una delle più nobili, delle più ricche, delle più potenti famiglie della Montagna, e fù una di quelle fazionarie, che più volte pofe in ifcompiglio con la potenza, e co’ fuoi armati la fteffa Città di Bologna (vedi nota 131).

Fù da Ubaldino de’ Loiani venduto al Comune di Bologna nel 1266, Loiàno, come abbiamo rilevato nella prima parte di quefto noftro Dizionario (vedi nota 132); ma fù pochi anni dopo dallo fteffo, cioè nel 1275 (vedi nota 133) con l’aiuto di altri della Fazione Lambertaccefca ritolto, dopo la vittoria di quella riportata preffo Faenza contro i Geremei.

Accomodate però le cofe, che più premevano, alli 4 di Giugno del 1276 , mandò il Configlio di Bologna i Cavalieri, ed il Popolo de’ Quartieri di Porta Stieri, e di Porta S.Procolo all’affedio di Loiàno, e con un vigorofo affalto, e col lavorare inceffante di Mangani, e di Trabucchi in breve fpazio di tempo l’obbligarono alla refa, e quindi lo guaftarono, riducendo il Prode Ubaldino a giurare in Pubblico Configli di effere in avvenire Geremèo, contendandofi di ricevere in compenfo lire 4500. (Vedi nota 134).

Altri di quefta potente famiglia giurarono nel 1279 nella pubblica piazza la famofa pace ivi conclufa trà le famiglie principali delle due fazioni: Lambertazza e Geremèa. (vedi nota 135); e quefti fteffi furono poi efpulfi dalla Città e dal Territorio nel 1280 (nota 136) come quelli, che fi mifchiarano nella nuova rivolta fatta dagl’ inquieti Lambertazzi.

Vuole il Ghirardacci al luogo di fopra citato, e pare che con effo combini l’Autore della Cronaca Mifcella, che nel 1276 foffe diftrutto Lojàno da fondamenti; mà o quefto non feguì nella fua Ròcca ancora, o fe fuccedette, com’effi dicono, convien dire, che o effa, o il Caftello furon di nuovo in feguito fortificati; giacchè fofpettando nel 1300 i Bolognefi, che nella tregua accordata col Marchefe d’Efte, machinaffe lo fteffo tradimenti, rinforzaron le guardie e le vettovaglie ai Luoghi più importanti e forti del Contado, e frà quefti vi fù Lojano, dove mandarono Rodolfino di Geminiano uno de’ bravi Capitani de’ fuoi tempi con un rinforzo di 13 Soldati (137), il quale prefidio fembra più conveniffe ad una Ròcca che ad un vafto Caftello.

Più chiaro fi rileva della Storia del 1377, poichè ordinatofi dal Configlio di doverfi demolire dieci Fortezze del Contado, frà effe vi fi legge Lojano (138); fembra però che in qualche modo foffe riattata, giacchè nel 1402, ribelloffi a Giovanni I. Bentivoglio Signore di Bològna Lojàno, e per poterlo riacquiftare convenne di fpedirvi con molte infegne, il famofo Bernardone prode Capitano de’ fuoi tempi.

Non farebbe ftato neceffario un numerofo armamento per detta imprefa, fe foffe ftato del tutto fguarnito di fortificazione; anzi per isfogare la rabbia provata per la fua refiftenza, prefo che lo ebbe il Bernardone, lo confegnò al Sacco de’ fuoi Soldati, che diedero a quefto infelice Paefe un orribile guafto alli 22 di Maggio dell’anno fuddetto (139).

Ebbe quefta Terra nel 1459. (140), alli 6 di Maggio l’onore di vedere fermare a pranzo in una comoda abitazione trattato da Faccio Pafi Capitano della Montagna il Pontefice Pio II, nell’occafione che conducedafi a Bologna, dove giunfe il dì 7 alle ore 20 con grande apparato e feguito di gente, e non già con l’accompagno di foli pochi Prelati e pochi Legni, e fenza volere ne incontri ne publiche fefte, come vedemmo lo fcorfo mefe entrare in quefta fteffa Città, il Defiderio di effere benefico, e l’Amore pe’ fuoi amatiffimi Sudditi infegnarono di viaggiare con la più ftretta economia, moftrando col fuo efempio, che debbonfi, ancora in tempo di neceffità e di affari premurofiffimi, rifparmiare a’Sudditi rilevanti Somme dal buon Sovrano, anche a cofto del proprio incommodo.

Non potea il buon Pontefice fare di più, per moftrare quel Cuore di tenero Padre de’ fuoi Popoli che racchiude in petto..
Fù finalmente Lojano uno de’ 21 Vicariati temporali del Contado, il decimo quarto nell’ordine di precedenza(141).
L’allibrato de’ fuoi Fumanti afcendeva nel 1451.(142) a l.l. 2500; e nel 1660 faceva 290 Anime, come rilevafi da un Elenco delle Chiefe bolognefi di quel tempo, e però 174 Anime meno del prefente.


(a) – Fuori di porta S.Stefano, nella ftrada che conduce a Firenze, 16 miglia circa lontano da Bologna.
(128) – Fù fondato nel 1615, nel 1620 aumentato, e nel 1653 dal Capitolo della Provincia fù dichiarato Convento, ed affegnato per lo fteffo il Guardiano. E nel corrente Secolo è ftato ridotto alla grandiofità e venuftà defcritta. – P.Flam.di Parma Mem. 1ft. della Prov.Offerv, di Bol. Tom. I. pag.601 e fegg.
(129) – Fondato nel 1651. P.Flam. Mem. Ift. pag.945.
(130) – Dalle Genealogie delle Fam., di Bologna, Tomo II, num.123 (C.B.C.).
(131) – “Venne, fecondo il Dolfi Cronol.delle Fam. pag 468 e seguenti – quefta famiglia da Germania con gl’Imperatori Tedefchi, ed ottenne Feudi, e fi ftabilì nella Montagna bolognefe : incerto è l’anno della fua venuta, e del fuo ftabilimento. Ebbe vari Capitani illustri, un Podestà di Roma, cioè Tano nel 1304, che fu poi Podeftà di Urbino l’anno dopo; ebbe varj Soggetti illuftri infigniti di Dignità Ecclefiaftiche, di Ordini Cavallerefchi, Anziani, Gonfalonieri di Giuftizia, ecce fi diramò ful finire del tredicefimo, e principiare del quartodecimo Secolo in più rami, alcuni de’ quali feguitarono e prima e poi la fazione dei Lambertazzi, de’ Geremei, de’ Maltraverfi ecc. Nel libro degli Eftimi del 1305 confervati in pubblico Archivio, tra i più ricchi e più comodi Nobili fi trovano di quefta famiglia i feguenti rami col feguente Eftimo:
– Befia qu: Mattiòlo Galluzzi in Tomafo da Loiano l.l. 3000
– Gerino detto Tano da loiano ————————- l.l. 1000
– Valurina in Deoteclero da Loiano —————— l.l. 500
Sarebbe quefto, paragonati i tempi, e il diverfo valore della moneta, un eftimo di una delle Commode Cafe Cittadinefche di Bologna : Tant’oltre hà fpinto il Luffo le neceffità degli Uomini, che quello allora baftava a formare una delle più ricche e delle più potenti famiglie nobili, ed ora non bafta a formarne che una di comodi Cittadini; e pare in quefto illuminato Secolo fi trova per fino una non piccola truppa di Aitori, che inalzando il LUffo alle Stelle lo affigurano come il capo principale delle felicità delle Nazioni, ne alcun efa cercare ne meno di aggravarlo, quafi foffe un rovinare la Popolazione, la quale fe fi confiderano le cofe, come fono in fatto, e non come fi penfano da’ Progettifti al Tavolino, è rovinata, per cofì dire, in tutta Europa in grazie delle yante non neceffarie neceffità, che il Luffo ha faputo, o rendere, o far credere indifpenfabili per la Felicità degli Uomini, per fupplire alle quali non ofiam poi dire, fe abbian patito o no una grave crifi la oneftà, la efattezza nel fuplire a’ propri doveri, e le cofe più neceffarie al foftegno della men comoda Popolazione.

(132) – Pag. 338 nota (T).
(133) – Matteo Griffoni col. 125. e Cron.Mife, col.287 Rerum Italie. Script. Tom. XVIII.
(134) – Ivi.
(135) – Ghirardacci Iftoria bologn. Par. I. pag.248.
(136) – Cron. Mife. Rer. Ital. Script. Tom. XVIII. col. 290.
(137) – Lib. Reform. D. fo.41. Arch.Pub.
(138) – Cron Mife, col.513. e 514. Ghirardacci If.Bol. par II pag.364, il quale fecondo il fuo folito sfigura ancora in quefto paffo i nomi de’ Luoghi, ed i fatti.
(139) – Ceon. Mife. Rer Ital.Script.Tom:XVIII. col 571.
(140) – Ghirardacci If.Bol.Par. III.ms.
(141) – Mafini. Bol. Perluf. Par. I. 15 Giugno pag.348.
(142) – Ora certamente è affai minore. Il poffeffo delle Terre divife in proprietà frà piccoli poffidenti del luogo, allorchè paffa in mano lontana, e fi unifce in ampie porzioni varia di valore e di rendita, per le ragioni note agl’intendenti di Agricoltura.